Questa iniziativa editoriale è rivolta tanto ai Medici quanto al pubblico di Utenti, sempre più vasto, che aspira a conoscere cosa si muova nel mondo della salute. Saranno perciò redatte in forma semplice e piana anche le comunicazioni di contenuto francamente medico- scientifico. Nell’attuale offerta sovrabbondante di riviste mediche occorrono ragioni davvero buone per giustificare la nascita di questa nuova “rassegna” proposta da AIRTeNN. Il recupero e l’elaborazione di importanti aspetti di fisiopatologia generale rappresentano per noi la prima buona ragione. Si tratta di una materia concettualmente e praticamente inscindibile in singole nozioni e qui intendiamo contribuire alla sua diffusione rispettandone il carattere unitario. Per questa via (e ciò costituisce già una ragione ulteriore) è anche possibile rendere evidenti i principali concetti a fondamento della neuromodulazione: quest’ultima infatti può essere studiata e professata solo a partenza da un solido background fisiopatologico. Intendiamo inoltre informare sulle grandi potenzialità terapeutiche che la neuromodulazione con anestetici locali (neuralterapia) esprime contro numerose malattie e offrire notizie sulla Sanità e sulle politiche sanitarie che siano correlate a questi argomenti. Altre ragioni per questa nascita si declinano con la nostra coerenza, pagata con la totale assenza di finanziamenti dalle industrie farmaceutiche, ai princìpi di indipendenza e di libertà, sia nell’esercizio della medicina che nelle attività di formazione e di informazione medica. Per quanto appaiano diverse, tra le buone ragioni che abbiamo citato corre un filo conduttore…. Partorito nei primi anni Novanta dall’università canadese di McMaster, nell’arco di pochi anni il paradigma della “Evidence-Based Medicine” (EBM: Medicina Basata sull’Evidenza) si è talmente affermato in Europa da influenzare radicalmente tutti gli aspetti della Sanità dei suoi Paesi. La pratica professionale del medico, la formazione e l’aggiornamento, l’informazione agli utenti, l’orientamento e la pianificazione della ricerca ne sono stati plasmati profondamente e le stesse politiche sanitarie, da quelle centrali a quelle di gestione dei singoli ospedali, ne risultano condizionate al punto che il termine “Evidence- Based Health Care” è entrato diffusamente in uso. L’EBM nacque con la dichiarata finalità di ottimizzare qualità, tempi e costi degli orientamenti diagnostici e terapeutici mediante il rigoroso riferimento alle evidenze scientifiche emergenti dalla letteratura medica internazionale. Ma, a dispetto delle migliori intenzioni dei proponenti (e senza negare i vantaggi che ne siano derivati), sin dai suoi primi passi essa ha generato un meccanismo mostruoso: ha suscitato in tutto il mondo un incremento vertiginoso e incontrollato delle iniziative editoriali e, manco a dirlo, la pletora di pubblicazioni che grandina sulle nostre teste ha la manifesta finalità di segnalare “evidenze” che possano informare le linee guida della nostra condotta medica. Ovviamente i più ampi spazi sono dedicati agli aspetti che più facilmente (e più redditiziamente) possono venire illuminati dalla “evidenza”: la etiologia, la sintomatologia e la terapia delle malattie. La fisiopatologia invece (la componente più profonda e complessa, quella che si esprime sempre tra le prime due… e che spesso indica la via giusta alla terza) ne ha fatalmente fatto le spese restando relegata in una zona d’ombra. Per capriccio della Storia questo avviene proprio mentre un vasto fronte di studi mostra che a fondamento di tante malattie (specie di quelle croniche) agiscono stratificate e complesse interazioni neuro-endocrino- immunologiche, la comprensione delle quali esige cultura medica sovraspecialistica, approfondite conoscenze fisiopatologiche e competenze nuove e originali. In buona sostanza il pensiero medico si è congelato proprio ora che emergono solide argomentazioni che, segnando i tratti di una struttura scientifica rinnovata, sollecitano il superamento della fisiopatologia “omeostatica” di Cannon, datata agli anni Trenta del Novecento! La deposizione del ragionamento fisiopatologico ha reso i recenti progressi scientifici appannaggio quasi esclusivo del ricercatore sperimentale mentre il clinico ne resta passivo spettatore: nell’esercizio della sua professione il grado di burocratizzazione ormai è tale da costringerlo entro rigide linee guida per il rispetto delle quali non gli è più richiesto alcun pensiero complesso. Ma la Statistica Sanitaria, restando in tema di “evidenze”, ne rivela alcune che suscitano allarme e che inducono alla riflessione: in tutto il nostro medicalizzato Occidente si registra un netto incremento delle malattie croniche (specie infiammatorie), anche presso la popolazione giovanile. Si tratta di forme morbose spesso sganciate da specifici agenti etiologici e invece sostenute da complesse dinamiche fisiopatologiche ed appare anche sempre più….evidente come, contro questa realtà, si infrangano le previsioni di maggiore efficacia terapeutica, di più ampia disponibilità di cure e di soddisfacente controllo della spesa sanitaria. Questo doloroso e costoso fallimento indica a tutti che, senza un’adeguata cultura fisiopatologica, quella di una medicina efficace e di buon livello non è in alcun modo promessa che si possa formulare! La questione dell’indipendenza del pensiero e della prassi medica si è costituita in una versione assolutamente moderna all’epoca della rivoluzione industriale. Ai nostri giorni però essa si presenta così pesante e complessa da determinare gravissime ricadute sulla formazione e sull’informazione. Oggi è impresa davvero difficile valutare quanto lunghe debbano essere le molle con cui prendere tante comunicazioni (anche se ospitate su prestigiose riviste internazionali) che, dall’atto del primo finanziamento fino alla pubblicazione dei risultati, non siano state condotte in regime di assoluta indipendenza! La logica della EBM ha trasformato l’editoria, quale rivelatrice di “evidenze”, nel boccone più appetibile per le industrie (che, per più colma misura, rappresentano anche i maggiori finanziatori delle ricerche!) al punto che “le riviste mediche rappresentano ormai di fatto un braccio del settore marketing delle compagnie farmaceutiche..” (Richard Smith, ex direttore del “British Medical Journal”). Infine, piuttosto che nell’incremento di scelte e di orientamenti di fronte al suo assistito, negli ospedali e nelle ASL la clinical governance della EBM si esprime di fatto come una autentica irregimentazione del medico. La questione della libertà si presenta così oggi in forma assolutamente inedita: il dato sconcertante che ad imporre una sorta di pensiero unico sia nientemeno che il fronte delle “evidenze scientifiche” ci rende testimoni di una storica novità, verso la quale la nostra identità professionale (preparata per lo più a pressioni e condizionamenti provenienti dalla Chiesa) forse ancora non ha sviluppato adeguati anticorpi. Suscita sempre più forti ed autorevoli voci di denuncia questa inquietante realtà, ma una prefazione non è sede per l’approfondimento: l’interessato potrà consultare le pagine interne della “rassegna”. Ora ci preme sottolineare che, nonostante i grandi vantaggi che offre, la neuromodulazione con anestetici locali patisce di una diffusione ancora troppo limitata. Oltre che per gli aspetti culturali già menzionati il motivo sta proprio nel fatto che il basso costo degli strumenti necessari al suo esercizio fa sì che essa non possa suscitare appetiti imprenditoriali e profittuali. Tutto questo determina una grande difficoltà al suo ingresso nel novero delle “evidenze” offerte dalle maggiori riviste mediche e, a cascata, nei programmi di formazione e nei servizi divulgativi dei grandi mezzi di informazione. Soltanto la più ampia condivisione del bagaglio di conoscenze scientifiche su cui poggia può allora garantirne la diffusione, e sta proprio qui il senso di questa nostra “rassegna medica” on line. Con la quota di iscrizione l’Utente potrà contribuire direttamente al sostentamento e allo sviluppo della nostra libera ricerca e delle nostre attività di formazione e di informazione.