Faq - Cos'è la neuralterapia??

 

 

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Risposte Faq
 

 

la neuralterapia è la più organica ed articolata metodica di terapia medica che si avvale degli anestetici locali quale strumento terapeutico sia contro le malattie caratterizzate da dolore (cefalee, emicranie, sciatalgia, nevriti, artriti, ecc) che contro tante altre (respiratorie, circolatorie, digestive, ecc) in cui il dolore non compare come sintomo preminente o in cui non compare affatto.

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E' scientificamente provato che uno stato di sofferenza dei neuroni può generare o sostenere una grande varietà di malattie. Qualunque sia la causa, la sofferenza dei neuroni esita sempre in una condizione detta “depolarizzazione” in cui il potenziale elettrico della membrana cellulare viene perduto. Gli anestetici locali sono capaci di opporsi alla depolarizzazione nervosa (neuromodulazione) ed è per questa via che essi manifestano efficacia terapeutica.

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I nervi non svolgono solo la funzione di trasmettere le sensibilità ed il dolore. Essi infatti governano numerose altre attività nei bronchi, nei vasi sanguigni, nel sistema digerente, ecc. Tanto i nervi che trasmettono il dolore quanto quelli che trasmettono altro genere di informazioni sono soggetti a depolarizzarsi: tanto nei primi quanto nei secondi gli anestetici locali possono contrastare la depolarizzazione offrendo così una notevole possibilità terapeutica.
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Si tratta di sostanze capaci di esprimere importanti effetti biologici ed è proprio grazie ad essi che possono essere impiegati come strumento terapeutico. E’ dunque necessario che vengano impiegati da mani esperte. Dato che fecero la loro comparsa nell’armamentario medico nei primi anni del Novecento si può dire che non vi sono sostanze di cui conosciamo altrettanto bene gli effetti nel breve, medio e lungo periodo. Le modalità di impiego e le precauzioni necessarie rappresentano un consolidato patrimonio della dottrina medica internazionale.
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Non è possibile elencarle tutte in questa sede e la cosa migliore è che il paziente sottoponga il caso concreto al medico esperto. Tra le malattie più importanti possono essere annoverate
• tutte le principali malattie dolorose
• i disordini funzionali seguenti a traumi muscoloscheletrici, interventi chirurgici, stati infettivi e infiammatori, ustioni e causticazioni, ecc.
• malattie infiammatorie reumatiche
• patologie primitivamente nervose (ictus, traumi cranioencefalici, mieliti, leucoencefalopatie demielinizzanti)
• disordini circolatori distrettuali (arteriosi, venosi e linfatici)
• malattie infiammatorie otorinolaringoiatriche ed oculistiche
• malattie respiratorie (asma, bronchiti ricorrenti)
• malattie gastroenteriche (colon irritabile, coliti, proctiti)
• malattie urologiche (prostatiti, cistiti ricorrenti)

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Le malattie psichiche; le malattie in cui la componente genetica è determinante (come ad es. le distrofie muscolari su base genetica); le malformazioni; infine le malattie carenziali.

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In mani esperte la metodica offre vantaggi clinici importanti e durevoli. Dopo che abbia posto (o corretto) la diagnosi ed abbia individuato la popolazione di neuroni implicati nel processo morboso il medico qualificato propone una strategia terapeutica finalizzata alla correzione dei profili funzionali dei sistemi biologici su cui dovrà operare (e non semplicemente alla mitigazione dei sintomi).
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Cure mediche farmacologiche, terapie chirurgiche e programmi di riabilitazione funzionale possono essere associati, precedere o seguire un ciclo di neuralterapia.
E’ importante che ne venga sempre informato il medico.
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Si intende l’attività medica finalizzata a curare le malattie correggendo nei neuroni implicati le condizioni patologiche (anzitutto la depolarizzazione). Si tratta di un ramo delle neuroscienze che riscuote crescente interesse in tutto il mondo per le numerose e rilevanti implicazioni cliniche e sperimentali.

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Le terapie neurali rappresentano le modalità concrete con cui viene conseguita la neuromodulazione. Esistono terapie neurali che necessitano di attività neurochirurgiche (ad esempio la chirurgia “stereotassica” del cervello contro il morbo di Parkinson resistente ai farmaci e contro le distonie del tronco). Alcuni studiosi si sono specializzati nelle diete alimentari capaci di modulare alcune importanti attività neuroimmunitarie. Attività manipolative, posturali e riabilitative, secondo le più recenti ipotesi scientifiche, esplicano i loro effetti attraverso la neuromodulazione. Infine non si può non menzionare la terapia neurale con anestetici locali (neuralterapia) che rappresenta l’argomento principale di questo sito.

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La terapia neurale con anestetici locali nacque intorno agli anni ’30-‘40 dalle osservazioni empiriche dei fratelli medici tedeschi Ferdinand e Walter Huneke e dagli esperimenti del sovietico Alexandr Davidovic Speranskij. Per motivi non strettamente scientifici tale metodica venne marginalizzata per essere riscoperta negli anni 60 e praticata poi nell’ambito delle medicine non convenzionali spesso con successo e senza particolari inconvenienti.
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Gli enormi progressi delle neuroscienze degli ultimi anni ci hanno permesso di individuare i meccanismi neurofisiopatologici di base comuni alle malattie (a cui si è prima accennato), di interpretare l’attività degli anestetici locali come strumento terapeutico secondo un paradigma rigorosamente scientifico e di comprendere pienamente la loro azione neuromodulatrice.

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